Description
Quanto è attuale l'idea di antropologia inattuale proposta da Francesco Remotti nel 2014? Ha un senso per l'antropologia contemporanea parlare ancora di "giro più lungo"? Quale valore ha lo studio della diversità culturale in un mondo globalizzato come quello odierno? In che modo abbiamo bisogno degli "Altri" per capire i "Noi"? Questo libro cerca di rispondere a queste domande a partire dagli interventi presentati a un convegno organizzato presso l'Università di Torino nell'ottobre del 2023 in onore di Francesco Remotti. Gli autori e autrici del libro dialogano in maniere differenti con le proposte teoriche, concettuali e metodologiche di Remotti a partire dai dibattiti contemporanei, costruendo una fitta e complessa trama di riflessioni sull'essere umano, la cultura e la società. In un'epoca storica caratterizzata dai sovranismi, dalle chiusure identitarie, dal rifiuto dell'alterità e dalla negazione delle diversità il libro vuole essere un'occasione per rivolgere lo sguardo al futuro, per confrontarsi attorno a una proposta di antropologia che fa della diversità la sua base epistemologica. Un'antropologia che probabilmente non è oggi mainstream né maggioritaria, ma che permette di continuare a riflettere su temi che riteniamo irrinunciabili per la disciplina.
Biographical notes
Javier González Díez è Professore Associato di Antropologia sociale all’Università di Torino. Ha svolto ricerche etnografiche in Gabon e India meridionale e da oltre dieci anni lavora con popolazioni indigene kichwa delle Ande ecuadoriane, occupandosi di reti di parentela, circolazione infantile e religioni e transizioni urbane.
Alessandro Gusman è Professore Associato di Antropologia Culturale all’Università di Torino. Dal 2020 dirige la Missione Etnologica Italiana Africa Equatoriale. Ha svolto ricerche in Uganda sulle dinamiche religiose, sanitarie e migratorie nella regione; e in Piemonte sulla cultura delle cure palliative, sul fine vita e i riti funebri. Le sue indagini più recenti si concentrano sul rifugio prolungato dei congolesi a Kampala.