Description
Una commedia romantica piena non solo di battute fulminanti ma anche di personaggi spassosi.
Pomfret Towers, la dimora dei conti di Pomfret nel Barsetshire, è stata costruita con gran pompa e nessuna attenzione al comfort. Abitata in origine dal vecchio e burbero lord Pomfret – e abbandonata poi da lady Pomfret, che, alla morte del figlio, ha deciso di trasferirsi in Italia – è destinata in eredità a Giles Foster, primo in linea di successione. Le cene che ogni tanto organizza lord Pomfret sono note per la loro noia, ed è quindi con un certo stupore che i Barton – un architetto e una scrittrice di libri storici – ricevono un invito per trascorrere un weekend a Pomfret Towers…
Pomfret Towers, la dimora dei conti di Pomfret nel Barsetshire, è stata costruita con gran pompa e nessuna attenzione al comfort. Abitata in origine dal vecchio e burbero lord Pomfret – e abbandonata poi da lady Pomfret, che, alla morte del figlio, ha deciso di trasferirsi in Italia – è destinata in eredità a Giles Foster, primo in linea di successione. Le cene che ogni tanto organizza lord Pomfret sono note per la loro noia, ed è quindi con un certo stupore che i Barton – un architetto e una scrittrice di libri storici – ricevono un invito per trascorrere un weekend a Pomfret Towers…
Biographical notes
Angela Thirkell, oggi relativamente sconosciuta, non è certo familiare ai lettori come lo sono Anthony Trollope, Nancy Mitford o Barbara Pym, ma in vita i suoi libri furono dei best seller. Tuttavia non solo per questo la ripubblicazione delle sue opere merita tutta la nostra attenzione. Vissuta tra il 1890 e il 1961, donna inquieta, cominciò a scrivere per ragioni economiche mentre viveva in Australia con il secondo marito: articoli, racconti, pezzi per la radio. Nel 1929 abbandonò il marito (“Senza mariti la vita è più semplice”), tornò in Inghilterra e là si diede alla narrativa, scrivendo romanzi ambientati nel Barsetshire, la contea inventata da Trollope quasi cent’anni prima. Il mondo che descrive è la campagna inglese degli anni venti. Per le classi medio-alte era ancora un buon periodo: vivevano in grandi case, avevano ancora servitù, sebbene non numerosa come prima della guerra, e si intrattenevano con commenti buttati là con stile, in cui l’esagerazione giocava un gran ruolo.